Una rara prelibatezza letteraria queste Poesie per la voce di Majakovskij, uscite a Berlino nel 1923 e “impaginate” dall’architetto, pittore, fotografo e grafico russo El Lissitskij. Per ogni pagina egli creò suggestive immagini attingendo soltanto al materiale contenuto nelle cassette dei caratteri della tipografia: sfruttò così le possibilità offerte dalla stampa a due colori –rosso e nero– sovrapponendo, accostando e incrociando tratteggi, segni di interpunzione, virgolette, ecc. “Dal punto di vista tecnico è la perfezione assoluta dell’arte grafica”, affermò Majakovskij.

Il libro segnò l’inizio di una lunga collaborazione con Lissitskij, il quale vide nella stretta unità da lui creata fra poesia e elementi tipografici “pagine che stanno alla poesia in un rapporto forse analogo a quello del pianoforte che accompagna il violino”. L’editore ha riunito i due volumetti in cofanetto: uno con la perfetta riproduzione in fac-simile dell’originale; l’altro, con le traduzioni dei versi e anche delle parole usate per la grafica.

– Giulia Borgese, Corriere della Sera