Una cassetta di caratteri tipografici e tredici poesie di Majakovskij. El Lissitskij, architetto, grafico, illustratore, nel 1923 fu incaricato di realizzare l’edizione della raccolta Per la voce del poeta russo. A disposizione aveva pochi caratteri di piombo; eredità di una tecnica vecchia, distante dalla corsa rinnovatrice che il futurismo voleva realizzare. Tuttavia Lissitskij riuscì a piegare il materiale alle intenzioni sue e di Majakovskij.
Sfruttò un’impaginazione creativa, i contrasti cromatici bianco / rosso / nero, il raccordo poetico tra la parola come segno sulla carta e la voce della poesia: letta in pubblico, seguendo la struttura a rubrica del volume. Per la voce torna ora disponibile nella ristampa anastatica di Ignazio Maria Gallino Editore (2 volumi, euro 40; per informazioni 02 3451440), e poco ha perso della sua carica innovativa. La rottura poetica di Majakovskij, (“questo lupesco ululato / che a stento può dirsi poesia!”) è liberata “dalle righe ammutolite”: Lissitskij la espande nella costruzione delle pagine, costruendo un punto di riferimento dell’evoluzione della grafica del Novecento.

– Edoardo Castagna