PORTFOLIO

Per la voce

La traduzione dal russo dell'opera di Vladimir Majakovskij ed El Lissitskij pubblicata a Berlino nel 1923

PER LA VOCE: poesie sfrontate, spesso irriverenti, pervase dal furore rivoluzionario del giovane Vladimir Majakovskij e adornate non da orpelli linguistici ma dai segni costruttivisti di El Lissitzkij.

L’edizione, in tiratura limitata a 1.000 esemplari numerati, è stata pubblicata da Ignazio Maria Gallino Editore nel dicembre 2002.

Edizione: IGNAZIO MARIA GALLINO

ISBN: 88-87196-07-9

Anno: 2002

Un gioiello assoluto che si fa strada verso il nostro cervello attraverso gli occhi, le orecchie, il tatto, un oggetto progetto plurisensoriale. Una scheggia di futuro che ci giunge dal passato, non deteriorata, non invecchiata.

Ignazio Maria Gallino è uno psichedelico nato, il fondatore nel 1968, con Guido Blumir, del Sima, il primo organismo di difesa di ogni tipo di devianza perseguitata [dall’omosessualità ai consumatori di sostanze], insomma è una colonna dell’underground. Ignazio è la memoria storica del movimento, possiede un archivio sulle derive creative e alternative degli anni sessanta e settanta che dovrebbe essere acquisito dallo stato come bene inalienabile del patrimonio culturale nazionale, e invece nisba, non trova neanche una casa in grado di ospitarlo, il suo archivio. Ignazio è rimasto un vecchio hippy, un old beat, un figlio dei fiori.

Ma da qualche tempo è anche un figlio dei fiori di Gutemberg, e come tale è uno splendido editore. Un coraggioso che solo soletto osa sfidare le grandi case, le superpotenti distribuzioni, i mega store. Ha finora inaugurato diverse collane, I Fiori del Male, Psichedelica, Le Avanguardie Artistiche del Novecento, i Multipli: ma è di quest’ultima che vogliamo parlare, della sua volontà di pubblicare libri rari e complicati per composizione, concezione, realizzazione, libri scomodi sotto molti punti di vista, da riprodurre in facsimile, senza tradire l’originale.

Il primo volume che ha tirato fuori è lo spettacolare “Per la voce” di Vladimir Majakovskij e El-Lisitskij. Si tratta di un’opera grafo-poetica altamente propagandistica, fortemente avveniristica, decisamente mistica. Un lupesco ululato in favore dei diseredati, degli affamati, un urlo forsennato contro i papponi, i forchettoni dorati… siate maledetti!/ Che/ le vostre vie/ dalla rivolta siano invase.

Per la voce dei senza voce, ordinanza all’armata delle arti affinché trasformi le strade in pennelli e le piazze in tavolozze, per la voce di tamburini e poeti futuristi, per la voce delle barricate di cuori. È un libro unico, la testimonianza d’un sodalizio senza eguali tra il pittore e il poeta, il prototipo di un novello modello espressivo, il più bell’esempio di architettura tipografica d’avanguardia.

Tagliato come un’agenda telefonica con le pagine a scalare, rigorosamente rosse e nere, “Per la voce” è la registrazione fedele a mezzo stampa della passione sconfinata nella rivoluzione -politica e estetica- che agitava gli animi degli artisti futuristi, suprematisti, costruttivisti. Pubblicato a Berlino nel 1923 dalle Edizioni di Stato della Repubblica socialista federativa dei Soviet di Russia, è il risultato dell’assemblaggio del materiale della “cassa dei caratteri” realizzato da El-Lisitskij in una piccola tipografia berlinese.

Un gioiello assoluto che si fa strada verso il nostro cervello attraverso gli occhi, le orecchie, il tatto, un oggetto plurisensoriale. Una scheggia di futuro che ci giunge dal passato, non deteriorata, non invecchiata.

Roman Jakobson, a botta calda, subito dopo il suicidio di Majakovskij, nel 1930, lamentava come la loro generazione avesse dissipato i propri poeti, non avesse saputo ascoltarli, difenderli, salvarli. Facciamolo noi, ora, qui.

| Carta 23/29 gennaio 2003 Anno V numero 3 |

Pablo Echaurrenartista e giornalista

Una cassetta di caratteri tipografici e tredici poesie di Majakovskij. El Lissitskij, architetto, grafico, illustratore, nel 1923 fu incaricato di realizzare l’edizione della raccolta Per la voce del poeta russo. A disposizione aveva pochi caratteri di piombo; eredità di una tecnica vecchia, distante dalla corsa rinnovatrice che il futurismo voleva realizzare. Tuttavia Lissitskij riuscì a piegare il materiale alle intenzioni sue e di Majakovskij.
Sfruttò un’impaginazione creativa, i contrasti cromatici bianco / rosso / nero, il raccordo poetico tra la parola come segno sulla carta e la voce della poesia: letta in pubblico, seguendo la struttura a rubrica del volume. Per la voce torna ora disponibile nella ristampa anastatica di Ignazio Maria Gallino Editore (2 volumi, euro 40; per informazioni 02 3451440), e poco ha perso della sua carica innovativa. La rottura poetica di Majakovskij, (“questo lupesco ululato / che a stento può dirsi poesia!”) è liberata “dalle righe ammutolite”: Lissitskij la espande nella costruzione delle pagine, costruendo un punto di riferimento dell’evoluzione della grafica del Novecento.

| Avvenire, Agorà, 27.06.2003 |

Edoardo Castagnagiornalista

Una rara prelibatezza letteraria queste Poesie per la voce di Majakovskij, uscite a Berlino nel 1923 e “impaginate” dall’architetto, pittore, fotografo e grafico russo El Lissitskij. Per ogni pagina egli creò suggestive immagini attingendo soltanto al materiale contenuto nelle cassette dei caratteri della tipografia: sfruttò così le possibilità offerte dalla stampa a due colori –rosso e nero– sovrapponendo, accostando e incrociando tratteggi, segni di interpunzione, virgolette, ecc. “Dal punto di vista tecnico è la perfezione assoluta dell’arte grafica”, affermò Majakovskij. Il libro segnò l’inizio di una lunga collaborazione con Lissitskij, il quale vide nella stretta unità da lui creata fra poesia e elementi tipografici “pagine che stanno alla poesia in un rapporto forse analogo a quello del pianoforte che accompagna il violino”. L’editore ha riunito i due volumetti in cofanetto: uno con la perfetta riproduzione in fac-simile dell’originale; l’altro, con le traduzioni dei versi e anche delle parole usate per la grafica.

| Corriere della Sera, 30.06.2003 |

Giulia Borgesegiornalista

I versi del titolo sono tratti da Per la voce [Dlja Golosa] di Vladimir Majakovskij, libro progettato da El Lisitskij nel 1923. Quei versi prefiguravano il ruolo straordinario che il piccolo libro avrebbe rappresentato: un esempio di rinnovamento radicale e al tempo stesso uno dei vertici espressivi della tipografia del Novecento.
Per la voce è stato pubblicato oggi in una edizione in fac-simile da Ignazio Maria Gallino Editore come primo volume della collana “Multipli” che prevede la pubblicazione in fac-simile di rarità bibliografiche, esemplari unici o rari e antichi manoscritti. Si tratta di due volumetti di 64 pagine, formato 13×19 cm raccolti in un cofanetto; il primo volume è la riproduzione dell’originale stampato a Berlino nel 1923, il secondo contiene la traduzione dal russo di Massimo Baraldi, note biografiche e bibliografiche e un’antologia di scritti sul libro. Per la voce è stato stampato a Milano dalle Grafiche Nava nell’ottobre del 2002 in una tiratura limitata a mille esemplari numerati.

Per la parte tipografica l’edizione è stata curata da Felice Nava, Bruno Oliva e Armando Pogliani. Con questa edizione Ignazio Maria Gallino Editore ha vinto il “Premio Nazionale Gianfranco Fedrigoni” per l’editoria di pregio per il biennio 2001/2002 nella sezione “Altre opere editoriali”.

Del contesto storico e culturale in cui il libro è stato prodotto si parla nell’articolo precedente, riportiamo invece dall’antologia di scritti nel volume allegato un’intervista data da Lisitskij il 19 febbraio 1939 su come nacque Per la voce.

“Alla fine del 1922 venimmo a sapere che Majakovskij sarebbe venuto da noi in volo. Ciò era caratteristico di Majakovskij, utilizzava sempre i più nuovi mezzi di trasporto. Majakovskij mi rivelò che le Edizioni di Stato avevano intenzione di pubblicare il suo libro. Allora esisteva a Berlino una filiale delle Edizioni di Stato. Egli mi fece la proposta di incaricarmi della ideazione grafica del libro di cui era l’autore e Lilia Brik la redattrice.
Scegliemmo 13 poesie. Il libro era destinato alla recitazione. Per facilitare al recitatore un più rapido ritrovamento della singola poesia, mi venne l’idea di applicare il principio della rubrica (cioè l’ordine alfabetico).
Vladimir Vladimirovič fu d’accordo.
Solitamente le nostre edizioni venivano stampate in tipografie grandi. Il redattore-capo tecnico Saponi trovò per noi una tipografia piccola. Disse: “È una faccenda arrischiata, sarà meglio che lavoriate in una tipografia piccola, vi staranno a sentire di più”. Il compositore era un tedesco. Egli componeva in modo assolutamente meccanico. Per ogni pagina gli avevo fatto uno schizzo. Pensava che eravamo matti.

Durante il lavoro la direzione della tipografia e i compositori erano affascinati da questo insolito libretto e capirono che anche il contenuto di questo originale lavoro doveva essere importante. Chiesero spiegazioni. E io tradussi loro i versi.
In diversi giornali tedeschi e francesi erano state pubblicate fotografie di questo libro… Nel caffè Nollendorfplaz al libro Per la voce venne dedicata una serata particolare.
Viktor Sklovkij presentò il libro. La serata fu molto tempestosa. Tra le impressioni collegate all’atmosfera di questi “venerdì”, mi ricordo del discorso di Andrei Belyj contro la rivista “Vešo”. Egli definì me e Ehrenburg i “ličinki” (larve) dell’Anticristo”.

| Progetto grafico 2, anno 1, numero 2, dicembre 2003 |

periodico dell’Aiap, Associazione italiana per la comunicazione visiva

Aiapassociazione
Vladimir Majakovskij - El Lissitskij: Per la voce bianco
Vladimir Majakovskij - El Lissitskij: Per la voce nero
Poesie rivolte non a ristretti circoli di intellettuali bensì al popolo, al quale si rivolgono in una lingua che, pur arricchita da neologismi, suona familiare anche alle orecchie di chi non ha cultura per il suo attingere a piene mani dal parlato, dal volgare, dal gergale.

Poesie alle quali, nella mia traduzione dal russo, ho tentato di restituire parte dell’originaria insolenza spogliandole dalle rime nelle quali erano costrette loro malgrado, dagli ingentilimenti resisi talvolta necessari per conformarsi ai tempi ed alla cultura corrente. Poesie delle quali ho cercato di riprodurre la musicalità privilegiando la sola componente emotiva delle parole.

Poesie per la voce, da leggersi a piena voce.

Presentazioni

L’11 dicembre 2002 l’opera è stata presentata alla Libreria-Galleria Carla Sozzani di Milano da Gillo Dorfles. In tale occasione si sono alternati alla lettura delle poesie la poetessa Eva Brudne-Wigley e Andrea Carlo Ripamonti, accompagnati dalle tastiere di Giovanni Bataloni e i due clarinetti Serena Biotto e Susanna Motta.

Un’altra presentazione è seguita al “Teatro I” di Milano.

Riconoscimenti

L’opera è stata insignita del Premio Fedrigoni 2003 quale miglior prodotto dell’editoria di pregio.
Vladimir Majakovskij - El Lissitskij: Per la voce - interno