Il romanzo si fa apprezzare per la ricerca semantica di Baraldi, che fa trasparire da ogni singola parola la sua multimedialità artistica: la plasticità della scultura, l’estetica della fotografia e l’eleganza ritmica della musica. Una musica che danza, a tratti, al ritmo di espressioni dialettali della bassa modenese, che aiutano il lettore ad entrare nel movimento emotivo del protagonista, in un percorso di bicchiere in bicchiere che appare, contemporaneamente, costruttivo e distruttivo.