ONE FOR THE ROAD > La riduzione teatrale
ONE FOR THE ROAD, più che uno spettacolo, è un progetto che si propone di dar vita ad una sorta di linguaggio tridimensionale, tale da superare i limiti imposti da scrittura, tratto, suono o gesto. Il fine è unicamente il dare forma a un’emozione: in ONE FOR THE ROAD la voce e il gesto di un attore non sono che l’estrusione delle parole di uno scrittore, nel cui flusso vanno a convergere i segni e le suggestioni di disegnatori, scultori e musicisti.
Non so dire quanto vi sia di nuovo in questo… non lo considero un punto determinante e, comunque sia, non mi interessa farlo: determinante è unicamente la direzione presa, la prospettiva in cui mi muovo e pongo.
E fin qua ci siamo. Ma non è l’unico fattore da considerare, parlando di prospettiva: c’è infatti anche quella in cui lo spettatore – lettore viene posto, avvolto [o forse involto] in un drappo di parole, suoni, colori e gesti, sino a trasformarlo nel nucleo intorno al quale la rappresentazione o narrazione prende forma, sempre mutevole e mutante, in un rutilante equilibrismo di interazioni.
Nuove forme per l’espressione e nuovi spazi all’interno dei quali lasciarla libera di muoversi, questo cerco.
Cosa significa? Significa che il romanzo può divenire dialogo, con la voce narrante che si accosta all’orecchio del lettore e prende a strapazzarlo, coccolarlo, provocarlo e vezzeggiarlo. Significa che il segno può essere parte integrante e inscindibile dell’espressione. Significa che se già qui intravediamo il delinearsi di una forma, il recitato può sostituirsi alla carta stampata e il pulsare delle parole prendere corpo nel tessuto musicale che ne accompagna lo svolgersi, cadenzandolo e trasfigurandolo.
Questo è quanto. È letteratura? Teatro? Intrattenimento? Monologo? Melologo? È un tutt’uno. È principalmente voglia di emozioni e di emozionare.
Non c’è molto da aggiungere.
Il gallerista Alberto Matteo Torri è stato il primo a darmi corda, e tanto mi ha preso sul serio da decidere non solo di ospitarmi presso la sua AMT Gallery di Como, ma anche di produrre un video a testimonianza dell’evento.
Il tutto si è svolto nel dicembre 2005, presenti gli artisti Enzo Santambrogio ed Enrico Cazzaniga, le cui opere legate al progetto sono rimaste esposte per qualche tempo. Per l’occasione abbiamo presentato una breve anteprima dello spettacolo teatrale eseguendo un “giro” dal vivo: l’attore Gianni Sala era accompagnato dal percussionista Mauro Antonazzi, per ragioni tecniche abbiamo utilizzato una base con la registrazione della parte di Giovanni Bataloni e le sue tastiere.







