mag 05 2008
Il fado è il mio respiro: JOANA AMENDOEIRA si racconta
Joana Amendoeira è una delle nuove promesse del fado, erede di Amalia Rodrigues e portavoce tra i più rappresentativi della tradizione lusitana, che interpreta con grande intensità e sincerità. Assistendo a una sua esibizione è difficile non restare incantati dalla sua bellezza e da quella che sa trasmettere con il suo canto, come pure dalla grazia dei suoi modi.
La incontro subito dopo il suo concerto a Olgiate Comasco, in occasione della rassegna “Musica in Collina” organizzata da Giulio Bianchi, e si trattiene volentieri con me per una chiacchierata. Continua a leggere…












5 maggio 2008, ore 21:25
” È nell’emozione del fado che le persone si identificano e riconoscono, le distanze non significano nulla!” Caro Massimo, questa bella frase che hai raccolto nell’intervista a Joana Amendoeira, cattura il senso più profondo non solo della musica della cantante lusitana ma anche della nostra attività: la voglia di affermare, tu con la tua scrittura ed io con i miei concerti, la ricchezza e la bellezza della comunicazione con gli altri al di la’ di ogni barriera culturale. Ti ringrazio per la l’appassionata collaborazione a Musica in collina. Le interviste costituiscono un utile corollario ai concerti e consentono di approfondire le proposte musicali della rassegna tramite commenti di prima mano rilasciati dagli artisti stessi. Molto utili tra l’altro i link con i chiarimenti su generi, personaggi e argomenti specifici trattati…per una fruizione più consapevole dei concerti!
GIULIO BIANCHI Direttore artistico Musica in Collina
6 maggio 2008, ore 9:49
La musica non è solo un insieme di note, ma l’espressione più diretta della cultura di un popolo… cadenza la nostra vita, si fa carico delle nostre storie e se le porta dietro a dispetto di ogni confine -reale o presunto tale: basta un minimo di curiosità per ritrovarsi sbalzati in mondi meravigliosi e insospettati, quelli altrui.
Musica in Collina offre una finestra dalla quale affacciarsi su quei mondi e lo fa senza chiedere nulla in cambio, nemmeno il pagamento di un biglietto! Il minimo che possa fare è dare il mio contributo, no?
Ciao Giulio e… grazie a te!
8 maggio 2008, ore 20:46
Ciao!
Sono a digiuno di fado e, per legge di natura, pure dell’erede di Amalia Rodrigues.
Come danza mi ha incuriosito sempre, ma mi è mancata l’occasione per approfondirne la
conoscenza.
Ergo copio, incollo e ..stampo per godermi questa perlina. Grazie visissime Massimo!
8 maggio 2008, ore 21:20
Ciao Marzia! Il fado è magia, mistero, malinconia… un pò come il blues, il zamba argentino o la milonga. Qui puoi vederla in azione… ma ti consiglio di seguire anche gli altri link. Specialmente il terzo. Ci troverai “Porque sera que parece”, di Eduardo Falù. Una delle più belle canzoni che abbia mai sentito.
9 maggio 2008, ore 12:42
Grazie Massimo. Sono alla prima metà e già sono fiorite alcune domande. Te le lascio,
ripromettendomi di evidenziare anche questo tema della danza e del fascinoso fado da me.
Mi sono formata come ispanista negli anni verdi e questa tradizione lusitana mi incuriosisce.
Lusitana: quale radice ha?Intendo il termine.
Potrei cercare con Google ma il web ha i suoi limiti sebbene come giornalista io me
ne avvalga. Il fado, ma quetso è un dato a me noto, è espressione dell’anima di
quel popolo. Noi abbiamo coagulato molto del nostro repertorio attorno alla “taranta”
di matrice pugliese.
Esiste, a quanto ne sai, un fado diverso con sfumature da zona a zona?
Scusami la lungaggine. Buona giornata!
9 maggio 2008, ore 12:46
Continuo la lettura con calma.
9 maggio 2008, ore 21:15
Oh, finalmente qualcuno che mi dà soddisfazione e se le legge sul serio, le interviste! Dunque, premetto che io non è che sappia granché di fado, sono più preparato sul blues… però è un genere che mi ha sempre affascinato, ho diversi dischi e, in vista dell’incontro con Joana, un pò mi sono documentato.
Lusitania era il nome attribuito dai romani a una delle loro province in territorio iberico, l’etimologia non è certa, ma pare sia da riferirsi ai Lusi (Lucis), un antico popolo che viveva da quelle parti, e a “Tan”, un termine celtico legato all’abbondanza di acque. Aguas do Luso, per esempio, oggi è il nome del più importante produttore di acqua minerale, da quelle parti.
Poi ci sono i romani, pronti a giurare e spergiurare che di celtico non c’è proprio nulla… ma resta il fatto che il nome Luso è da là che viene.
E c’è infine un manipolo di irriducibili convinto che fu tale Lusus, in compagnia di Bacco, a fondare la Lusitania… ma sono sempre meno quelli disposti a prenderli in considerazione.
Quanto agli stili del fado, sì, ce ne sono svariati… forse perché pur essendo una musica rigorosa, è pur sempre frutto di tantissime influenza. A Coimbra è colto e riservato agli uomini, a Lisbona ha trovato terreno fertile tra osterie e bassifondi, a Porto è più brioso.
Quanto alla taranta, dai un’occhiata all’intervista ai La Frontera, ci troverai alcune considerazioni interessanti. Ciao Marzia!
30 dicembre 2008, ore 20:45
Devo dire que il fado di Coimbra e diverso dello fado di lisbona. Il fado di Coimbra é una canzione trovadoresca, d’amore, una cantata dello studente alla sua amata,usciso di uno cuore innamorato, cantata su una finestrina , nelle picole vicoli della cita. Invece, il fado di Lisbonna é una canzione triste, canta le dificulta della vita, canzione anche d’amore ma piu trágica,piu pesante che raconta la sventura,la sofferenza, una partita,e, diciamo, un messaggio di roba sensa speranza que se traduce per la parola portoghesa ‘saudade’(nostalgia,rimpianto, adio per sempre, qualche cosa cosi)
Mi dispiacei l’italiano oer che non lo scrivo molto bene. Sono portoghese, vicino á Coimbra e vado molte volte in liguria, genova, dove ho famiglia)
Buene deste e auguri
31 dicembre 2008, ore 9:44
Complimenti per il tuo italiano! Questo spiega molte cose, in effetti mi ero chiesto perché mai a Coimbra il fado fosse interpretato tradizionalmente da uomini e a Lisbona da donne. Qui da noi è il secondo a essere più popolare, probabilmente grazie alla voce straordinaria di Amalia Rodrigues… e in tempi più recenti a Wim Wenders e alla sua voglia di raccontare Lisbona. Personalmente, cominciai a interessarmi al fado dopo aver letto Mario de Sá-Carneiro e Fernando Pessoa… ne rimasi così affascinato da decidere di avvicinarmi maggiormente alla cultura portoghese, e credo che la musica tradizionale sia una delle più sincere forme di espressione di un popolo.
Che te ne pare di Genova? Ho sempre pensato che, con i suoi vicoli, il porto e gli eleganti palazzi dell’aristocrazia di un tempo, potesse somigliare a una città lusitana!
Ciao Fernando, tanti auguri anche a te!