set 20 2009

HOT TUNA: l’intervista a Jorma Kaukonen e Jack Casady è on-line!

Categoria:Ascolti

hot-tuna_varese_2009-56 La storia di Jorma Kaukonen e Jack Casady, almeno dall’esterno, sembra davvero una meravigliosa avventura: amici da tutta la vita, insieme e da protagonisti hanno attraversato la stagione della psichedelia e della rivoluzione per ritrovarsi, dopo mezzo secolo, ancora fianco a fianco con lo stesso entusiasmo dei due adolescenti che trascorrevano i pomeriggi provando i pezzi di Buddy Holly in garage.
Dopo aver partecipato con i Jefferson Airplane a tutti gli eventi musicali più importanti del nostro tempo, dal festival di Woodstock a quello di Monterey, i due abbandonarono gradualmente l’acid rock per dedicarsi anima e corpo agli Hot Tuna, formazione concepita dapprima come semplice progetto collaterale e che finì per instradarli lungo un percorso più esplicitamente ispirato al blues e spesso acustico, illuminato dai precetti del Rev. Gary Davis e Lightnin’ Hopkins.
Un viaggio a ritroso che li ha portati a stabilire un contatto sempre più profondo con le radici della musica americana e nel 1998, per poter contribuire più attivamente alla preservazione e rigenerazione delle stesse, li ha convinti a creare il “Fur Peace Ranch” a Pomeroy, Ohio, sorta di santuario della tradizione all’interno del quale tengono corsi di musica e concerti. Un ranch dove “si allevano chitarristi e non animali”, volendolo descrivere con le parole di Kaukonen.
Prima, durante e dopo, intorno ai loro nomi hanno gravitato quelli di personaggi come Little Anthony and the Imperials, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Grateful Dead, Gov’t Mule… e persino il nostrano Angelo Branduardi che, in cerca di sonorità particolarmente sanguigne per il suo “Si può fare” del 1992, invitò Jorma Kaukonen e Zachary Richard a prender parte alle registrazioni.

Se a Jorma e Jack va riconosciuta la paternità degli Hot Tuna, dal 1969 a oggi le braccia della famiglia si sono spalancate più volte ad accogliere nuovi membri… e a partire dal 2002 si è unito a loro Barry Mitterhoff, mandolinista tra i più quotati della nuova scena bluegrass, i cui interessi spaziano dalla musica da camera alle tecniche corali brasiliane, dal Western Swing alla tradizione celtica, napoletana ed ebraica. Giusto per capirci, Barry si esibisce regolarmente con gruppi come Margot Leverett and the Klezmer Mountain Boys, ma compone anche colonne sonore per Hollywood e registi come Joel ed Ethan Coen.

Questa è la premessa. Volendo stare ai fatti, dico che li incontro a Varese giusto prima che salgano sul palco del Black & Blue Festival, appuntamento conclusivo del breve tour italiano. E aggiungo che è una grande emozione. Continua a leggere…

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4 commenti a “HOT TUNA: l’intervista a Jorma Kaukonen e Jack Casady è on-line!”

  1. Grazia ha scritto:

    Le tue interviste sono storie dentro altre storie. Parlano di luoghi che non conosco e di artisti che non mi sono noti ma sembra tutto così vicino da credere di viverle insieme ai protagonisti.
    L’affabulatore più che giornalista o il narratore di un viaggio musicale senza meta…vabbè in sintesi Massimo Baraldi , chi altri!
    Ciao.
    Grazia

  2. Massimo ha scritto:

    Grazie! Il taglio delle interviste è ben poco giornalistico e… vabbe’, mica è detto che ci riesca sempre, però l’intenzione è proprio quella di raccogliere storie e fare in modo che chi le legge possa sentirle vicine. Vorrei dare un piccolo contributo alla promozione di un certo tipo di cultura, tutto lì. Prendi gli Hot Tuna, per esempio: da ragazzino passavo ore e ore ascoltando il loro “Double Dose”… tanto che alla fine mi hanno introdotto a un intero universo musicale. Se non fosse stato per loro non avrei mai conosciuto Lightnin’ Hopkins, per dire. E mi sarebbe dispiaciuto, perché di certo oggi sarei una persona diversa.
    Ciao Grazia!

  3. Grazia ha scritto:

    Woodstock o Altamont?
    Leggo e imparo… il miracolo delle tue interviste!
    Questi tipi m’interessano molto… prima non li conoscevo neanche.
    Grazie!
    Ciao.
    Grazia

  4. Massimo ha scritto:

    Grazie a te! Penso che personaggi come loro rappresentino un pezzo della nostra storia, e non intendo solo a livello musicale. Oggi c’è un po’ la tendenza a digerire ed espellere tutto molto in fretta, ma non è una bella cosa… si finisce col dimenticare e poi tocca sempre ricominciare da capo. Per questo mi piace raccogliere parole, metterle insieme e raccontarle. Ciao Grazia!

    P.S.: se fai un salto sul sito della WOUB Radio & Television puoi ascoltare in streaming molti dei concerti tenuti al Fur Peace Ranch.

Se vuoi dire la tua, accomodati. Sotto vedrai pure l'anteprima.