mag 29 2009
[Cormac McCARTHY] Sunset Limited
Ci sono immagini che ti si imprimono nella memoria, e non è detto che tu ne sia consapevole. Almeno, non sino al giorno in cui queste trovano un valido pretesto per uscire allo scoperto nella bassa pianura spazzata dal vento che è la tua testa, nitide e assordanti.
L’idea che tutto potrebbe andar bene o, quantomeno non poi così male, ad esempio, per me ha il volto di Clarence Oddbody, il goffo angelo di seconda classe affidato da Frank Capra a James Stewart in “La vita è meravigliosa“. Un angelo custode, mica male! Non sei obbligato a crederci per davvero, nossignore, ma basta anche solo il pensiero a scaldarti il cuore. Che abbia le ali o preferisca restarsene accucciato in mezzo alla segale pronto ad afferrarti in caso tu stia per cadere… be’, questa è solo poesia.
Poi un bel giorno finisci sul “Sunset Limited” di Cormac McCarthy e, man mano che scorrono le pagine, senti che qualcosa dentro di te va incrinandosi. Romanzo in forma drammatica, è di questo che si tratta. Un nero, un bianco, un tavolo, una Bibbia e nient’altro. Nero contro bianco. Praticamente una partita a scacchi. La posta in gioco? Tutto quanto.
Il Sunset Limited sfreccia ogni mattina alla stessa ora davanti alle stesse persone in attesa e tutti, quando lo vedono arrivare, hanno il buonsenso di arretrare. Poi, solo porte che si aprono e si richiudono. Come un rituale, celebrabile all’infinito. Poi, solo un bianco che decide di fare un passo avanti e un nero di prenderlo al volo.
Ed ecco la parte complicata. Il momento in cui devi sederti a giocare la tua partita. Strappare qualcuno dai binari può essere relativamente facile, ma bisogna tenere in conto che lo stesso treno passa ogni giorno, curandosi solo di rispettare l’orario… voglio dire, prima o poi potresti mancare la presa. Non puoi lasciarlo andare come se nulla fosse, l’amico. Proprio no.
E così ti tocca scegliere. Bianco o nero. Le sedie sono pronte, sul tavolo le tue certezze. Accomodati, e prenditi il rischio di perdere più di quanto tu possa permetterti.
La conclusione? Questo non è un paese per gli angeli, indipendentemente dal colore della loro pelle. E, forse, non lo è nemmeno mai stato.
Sunset Limited, Cormac McCARTHY, Einaudi >Ordina da IBS Italia













29 maggio 2009, ore 23:48
- Un angelo non si stanca mai di afferrare l’amico o non metterà mai le ali!
- La partita… si gioca comunque ogni giorno, con la vita e con tutte le sue variabili.
- Clarence… mi da serenità!
- Se dovessi avere un angelo vorrei lui o Frankie Avalon di Grease che è meglio.
- Un tempo per gli angeli… dovrebbe proprio esserci: ne abbiamo un po’ tutti bisogno.
- Sunset limited: la mia prossima lettura.
La tua recensione mi ha fornito dei pensieri, sopra descritti; sempre e comunque un ottimo narratore.
Ciao Massimo.
30 maggio 2009, ore 0:27
E’ uno strano libro. Spesso le parole ti raccontano una storia, la leggi e, in tempi brevi, sei pronto a passare ad altro. “Sunset Limited“, quando l’ho finito, me lo sono riletto un’altra volta. D’accordo che sono poche pagine, ma vuol pur sempre dire qualcosa. E ancora ci penso, se proprio devo dirla tutta. Sarà perché nel gioco bianco – nero non sono previste sfumature, e sei quindi obbligato a schierarti a tua volta… sarà perché, proprio come negli scacchi, un apparente vantaggio non significa assolutamente nulla e non hai modo di sentirti davvero al sicuro… ma, alla fine, ti ritrovi anche tu a giocare la tua partita. Strano libro, davvero.
Anche Clarence non se la sarebbe cavata facilmente, con un antagonista del genere. Finita la lettura me lo sono andato a cercare su YouTube… così, all’improvviso, mi era venuta una gran voglia di rivederlo. Ciao Grazia!
24 giugno 2009, ore 22:18
prima di iniziare a leggere questo libro, devi avere la consapevolezza che te lo porterai appresso per sempre. se non ti piacerà sarà come un fastidioso sassolino che hai nella scarpa e non riesci a togliere, al contario, se invece ti affascinerà, beh, sarà come la lettera di un vecchio amico, stropicciata, che conservi nel portafogli e ogni tanto rileggi, con nostalgia. sunset limited è una fermata della metropolitana di ny. ci sono due uomini, uno bianco e uno nero. due modi di vivere. salire sul sunset limited o lasciarsi travolgere? mc carthy è cinico e ironico eppure riesce a lasciarti un senso di familiarità.
24 giugno 2009, ore 23:56
Il senso di familiarità… anch’io l’ho provato. Tipo quello che ti arriva addosso incontrando un vecchio amico che non hai nessuna voglia di rivedere e al quale, però, non ti puoi sottrarre.
Chissà… sarà perché i protagonisti non hanno un nome che la storia ti coinvolge tuo malgrado? Boh, sia come sia, alla fine, come dici tu, ti prende e non ti molla più. Ciao Se!
16 luglio 2009, ore 20:37
Ciao Massimo,cercavo una recensione su google del libro di MCC e l’ho trovata-ben posizionata su G complimenti-
Pensa che proprio ieri ho finito SUNSET LIMITED di Burke J.L che è autore notevole, e ti consiglio di leggere anche il suo!tra l’altro uscito in economica x meridiano zero, 9 euro ben spesi.Ciao magari ci si vede quando vieni qua x i bagni…
16 luglio 2009, ore 21:03
Hey Giacomo! Grazie! Casualità per casualità, giusto poche settimane fa sono andato a cercarmi il “Sunset Limited” di James Lee Burke, ma non l’ho trovato… e ho ripiegato su “Two for Texas”. Di lui non so granché, ma sarà una delle mie letture vacanziere. Ho piena fiducia nel catalogo Meridiano Zero… che, tra l’altro, mi hai fatto conoscere proprio tu con “Cosmix Bandidos”!
Quanto ai bagnetti… quest’anno mi sa che ripiego su piscine elvetiche e laghetti preappenninici, ho un po’ di lavoretti arretrati da smaltire e così non sono sicuro di muovermi. Comunque ti tengo aggiornato, ciao!
12 aprile 2010, ore 12:31
[...] [Cormac McCARTHY] Sunset Limited Ci sono immagini che ti si imprimono nella memoria, e non è detto che tu ne sia consapevole. Almeno, non sino al giorno in cui queste trovano un valido pretesto per uscire allo scoperto nella bassa pianura spazzata dal vento che è la tua testa, nitide e assordanti. blog: Massimo Baraldi | leggi l'articolo [...]
19 luglio 2010, ore 12:15
[...] [Cormac McCARTHY] Sunset Limited Ci sono immagini che ti si imprimono nella memoria, e non è detto che tu ne sia consapevole. Almeno, non sino al giorno in cui queste trovano un valido pretesto per uscire allo scoperto nella bassa pianura spazzata dal vento che è la tua testa, nitide e assordanti. blog: Massimo Baraldi | leggi l'articolo [...]