apr 30 2009
ONE FOR THE ROAD secondo Grazia Maria Scardaci: la recensione
Si pensa ad alta voce.
Si parla a sé stessi.
Ci si incammina in racconti di vita.
Spesso occorre un disperato bisogno di comunicare.
One for the road è un libro composito, organizzato e strutturato come un viaggio al centro del cuore di un uomo; Verne indagò sulla materia geologica, Baraldi apre una finestra all’interno del cuore di un individuo.
One for the road è, in parte, un soliloquio che cede il passo ad eventi in successione: si allacciano e si modificano intorno ad un personaggio, non è chiaro se reale o sognato, comunque desiderato, che si presta da filo conduttore per tutto il romanzo.
La sua esistenza è preminente sulla vita del personaggio e la forza narrativa che ne fa derivare diviene il contesto in cui si svolge tutto l’iter narrativo.
La struttura del romanzo viene perfettamente integrata nella similitudine proposta dal titolo; 19 giri o solchi, come quelli dei dischi in vinile, ed un brindisi, l’ultimo, d’un condannato a vivere o forse a morire per aver vissuto troppo, per aver pulsato di vita per un’altra vita. Continua a leggere…












24 giugno 2010, ore 9:15
[...] ONE FOR THE ROAD secondo Grazia Maria Scardaci: la recensione Si pensa ad alta voce. Si parla a sé stessi. Ci si incammina in racconti di vita. Spesso occorre un disperato bisogno di comunicare. One for the road è un libro composito, organizzato e strutturato come un viaggio al centro del cuore di un uomo; Verne indagò sulla materia geologica, Baraldi apre una finestra all’interno del cuore di un individuo. blog: Massimo Baraldi | leggi l'articolo [...]
24 giugno 2010, ore 10:33
E’ bello poter ritrovare delle riflessioni di qualche tempo fa su di un tuo scritto … parla di come eravamo e delle nostre evoluzioni successive.
Sai, il tuo libro l’ho riletto e avrei nuove pensieri … confermo la tua genialità nel condurlo e l’esplorazione che sei riuscito a tirarne fuori: fantastico romanzo.
Adesso, un cantante nella sua lingua mi dice: “… Non ostinarti, nulla dura per sempre… solo il cielo e la terra” … chissà, forse è lo spunto per una nuova riflessione.
Felice giorno.
Grazia
25 giugno 2010, ore 22:31
Grazie! Quello non è che un libro, una lunga fila di parole ordinata in pagine e capitoli, non durerà per sempre. Non quanto il cielo o la terra almeno, al cui cospetto siamo ben piccola cosa. Si dimenticheranno di noi e dei nostri trastulli, ma… come potremmo aspettarci il contrario? Questione interessante, che meriterebbe di essere approfondita. Cormac McCarthy è uno che sa tutto quello che c’è da sapere, al riguardo.
Comunque sia, fa un certo effetto sapere che le proprie parole non solo sono state raccolte, ma hanno pure lasciato un segno in qualcuno. Ciao Grazia!