set 23 2008

INCONTRI INTERNAZIONALI DI POESIA DI SARAJEVO: ultimo appello!

Categoria:segnalazioni

Al cinema-teatro “Prvi Maj” della capitale bosniaca fervono i preparativi per ospitare la settima edizione degli “Incontri Internazionali di Poesia di Sarajevo”, che accoglie poeti di ogni lingua e cultura nel grembo di una città a suo tempo brutalmente stuprata dall’odio e dalla guerra. Hanno aderito all’iniziativa Giuseppe Conte, Giancarlo Cavallo [Italia], Abdellatif Laabi [Marocco], Felix Grande, Guadalupe Grande [Spagna], Cletus Nelson Nwadike [Nigeria/Svezia], Francis Combes [Francia], Kama Sywor Kamanda [Congo/Lussemburgo], Ivo Machado [Portogallo], Josip Osti [Bosnia/Slovenia], Pieter Boskma [Olanda], Rafael Courtoisie [Uruguay], Sinan Gudzevic [Serbia/Croazia], Miroslav Kosuta [Slovenia], Jasmina Ahmetagic [Serbia] e Marko Vesovic [Montenegro/Bosnia], ma non si esclude che altri possano farlo all’ultimo momento.
Sappi che tutti i readings si terranno in orario serale [anche in italiano, niente paura...] e di giorno sarai libero di fare il turista o goderti il cinema di Pier Paolo Pasolini, artista al quale è dedicata una serie di eventi collaterali della rassegna.

Tutto questo accadrà il 3, 4 e 5 ottobre 2008 grazie agli sforzi di Sergio Iagulli e Raffaella Marzano di Casa della Poesia e dell’Ambasciata Italiana di Sarajevo. Se pensi valga la pena esserci, visita il loro sito e chiedi ragguagli: già che c’erano hanno organizzato due gruppi di “viaggiatori consapevoli”, il primo in partenza da Trieste, l’altro da Bari.


set 17 2008

GENE TAYLOR & THE LIMIDO BROS ancora in tour!

Categoria:segnalazioni

gene taylor 2008-05.jpg Gran tipo, Gene Taylor. Che si preferisca ricordarlo per le scorribande coi Canned Heat, per le solitarie notti al Falcon’s Nest di Long Beach in compagnia di Charles Bukowski, per aver dato vita ai Blasters o per la militanza nei Fabulous Thunderbirds… be’, non fa molta differenza. Gene resta uno tra i più brillanti pianisti boogie-woogie in circolazione, tra i pochi che hanno avuto il privilegio di imparare direttamente da gente come T-Bone Walker, Pee-Wee Crayton, Lowell Fulson e Big Joe Turner.

Con Gene Taylor ho avuto la fortuna di scambiare quattro chiacchiere, tempo fa e, visto che sta per tornare a trovarci, mi sembra giusto contribuire a diffondere la lieta novella. Il suo sodalizio con i Limido Bros continua, anche stavolta saranno proprio loro ad accompagnarlo, in duo o con la Family Style Band al completo secondo le occasioni. Marco e Franco Limido sono tra i migliori bluesman presenti sulla scena italiana, se non li conosci, mi dispiace dirti che ti sei perso qualcosa. Ma sappi che puoi ancora rimediare leggendoti l’intervista e andandoteli a sentire.

Ecco le date:
24/09/2008 > La Torcida, Pregnana Milanese -MI-
26/09/2008 > Milwaukee 50′s Diner, Varedo -MI-
27/09/2008 > Il Magazzino di Gilgamesh, Torino
28/09/2008 > Teatro dei Tamburi, San Bernardino di Novellara -RE-
29/09/2008 > Nidaba Theatre, Milano


set 13 2008

[THE X] Los Angeles

Categoria:Ascolti

[The X] Los Angeles

THE X, Los Angeles

La scena punk americana dei primi anni ’80 è, a mio avviso, uno tra i più brillanti e rappresentativi momenti per la creatività dei nostri cuginetti vaccari, esplosiva evoluzione del discorso intrapreso dai Velvet Underground e portato avanti dagli Stooges.
Mentre Richard Hell pestava i piedi rivendicando la paternità del punk e abbandonandosi a commenti pesantucci nei confronti dei colleghi londinesi, sotto il caldo sole della California gli X eran troppo impegnati a sudare dietro i loro amplificatori per aver tempo da perdere in tante chiacchiere. Trainati dalla voce carismatica di Exene Cervenka e prodotti da Ray Manzarek, si contraddistinguono per le sonorità fortemente rock ‘n’ roll che, unitamente a stivali a punta, ciuffi e brillantina, contribuivano a renderli meno indigesti al pubblico indigeno. Anche la scelta di avere una cantante donna ricorda le formazioni tipiche di una certa vena rockabilly.
“Los Angeles” è il loro album di esordio (l’edizione in cd contiene alcune bonus tracks!), un ottimo lavoro. Le sonorità prendono il punk come punto di partenza, ma gli X non disdegnano la contaminazione con altri generi: la cover di “Soul Kitchen” vale da sola lo sbattimento di andarsi a cercare il cd!

Interessanti anche i testi: diretti ed efficaci, con tematiche che spaziano dall’omofobia allo stupro, sono rabbiosi almeno quanto la musica… il risultato finale è un impietoso ritratto del degrado interiore e sociale di cui decisero di farsi portavoce. Da sentire anche gli album successivi.

Tracklist:

  1. Your Phone’s Off The Hook, But You’re Not
  2. Johnny Hit And Run Paulene
  3. Soul Kitchen
  4. Nausea
  5. Sugarlight
  6. Los Angeles
  7. Sex And Dying In High Society
  8. The Unheard Music
  9. The World’s a Mess; It’s In My Kiss

set 06 2008

[Pablo ECHAURREN] Chiamatemi Pablo Ramone -Elogio della mazza da baseball-

Categoria:letture

Era il 1976 quando i Ramones incendiarono la scena newyorkese con il loro album d’esordio: 30 minuti di vinile in cui ardeva il più genuino spirito rock ‘n’ roll fatto di divertimento, disimpegno, adrenalina e non-sense. 30 minuti che son bastati a ridurre in cenere anni di virtuosismi algebrici rock-progressisti.
Le fiamme, alimentate da una dozzina di album e un’instancabile attività dal vivo, si estesero rapidamente al resto del mondo… ma non fu abbastanza perché i fratellini fossero presi sul serio. Snobbati e spernacchiati dai più acculturati, l’appassionata testimonianza di Pablo Echaurren viene a celebrare una band la cui grandezza mai sarà abbastanza sbandierata. Certo, solo un personaggio come lui poteva osare tanto. Pittore? Fumettaro? Scultore? Scrittore? Semplicemente un Artista, da sempre mutevole e mutante, il cui rapido scantonare sul filo della creatività rende vano qualunque tentativo di etichettatura e omologazione. Un outsider di accademie e salotti, le cui opere sono esposte nei musei di mezzo mondo e che non disdegna la scrittura, quando ritiene sia opportuno impugnare penna e calamaio per dire la sua.
Nel lungo, commosso e scanzonato elogio ai Fast Four che è “Chiamatemi Pablo Ramone”, Echaurren ripercorre le eroiche gesta del quartetto offrendo una chiave di lettura colta e profonda, appigliandosi al dadaismo, al futurismo e al surrealismo armato solo dell’ironia di una scrittura schioppettante, piroettando tra vertiginose acrobazie linguistiche solo per appellarsi all’indicibilità dell’arte e salvare il salvabile, impedendo il depauperamento finale.
Già che c’è, Pablo estende il tiro a notabili e contabili del gusto… critici che, solidamente trincerati dietro una rassicurante cortina di autoreferenzialità, hanno smarrito il senso del senso. Be’, a suo dire non c’è nulla come “l’estetica estatica delle botte da orbi” per restituire la vista agli orbi d’animo, quella che egli stesso definisce come “bat-zen”, ovvero “la disciplina della mazza da baseball”. Dopo aver letto il libro, non potrai che essere d’accordo con lui, fidati. Beat on the brat with the baseball bat. Oh yeah!

Chiamatemi Pablo Ramone (Elogio della mazza da baseball), Pablo Echaurren, Fernandel >Ordina da IBS Italia