Un ragazzo cresciuto in fretta, Gene Taylor. Documenti falsi in tasca, le mani strette al volante e gli occhi fissi sulla strada, sulla sua auto si avvicendarono Pee-Wee Crayton, T-Bone Walker, Lowell Fulson e tutti quelli che con Los Angeles e il blues ebbero qualcosa a che fare. Gente poco incline alle domande e con le proprie cose a cui pensare… su quanti anni avesse davvero, nessuno si mise mai a indagare. Conosceva i tasti di un pianoforte e sapeva dove andare, tanto poteva pure bastare. Furono loro la sua famiglia, i suoi Maestri, i suoi amici. La vita può farti diventare un uomo ben prima del tempo, quando ci si mette.
Nel 1974 Gene incontrò Bob “The Bear” Hite, sul boogie-woogie sapeva tutto quello che c’era da sapere e per quasi tre anni se ne andò in giro con lui e i Canned Heat. Vennero poi Ronnie Hawkins, James Harman, Doug Sahm, Charlie Musselwhite, John Hammond: era un uomo, ormai, e non aveva più alcun bisogno di mentire per suonare.
Dopo le scorribande rock ‘n’ roll nei Blasters con i fratelli Alvin degni compari e una manciata di lustri spesi nei Fabulous Thunderbirds tra i blues di Kim Wilson, ora Gene si è lasciato alla spalle Austin per sistemarsi in Belgio e riprendere la strada dell’avventura.
Trovarmelo al fianco è una grande emozione, sissignore. E stavolta tocca a lui raccontare… al volante ci sono io, ad ascoltare. Continua a leggere.
Aggiornata la sezione Press di ONE FOR THE ROAD con un paio di articoli: uno firmato da Enrico Ferrari per IL SECOLO XIX, l’altro da Marco Vallarino per LA STAMPA. E, già che c’ero, ho messo un pò in ordine pure quelli vecchi.
Caro visitatore, sappi che navigando qua e là su www.massimobaraldi.it potresti imbatterti in qualche immagine mancante o link fuori combattimento. Non ci badare e abbi fede: si tratta di storie di ordinaria ristrutturazione, tutto sarà ripristinato quanto prima. Stiamo lavorando per te.
Miranda Cortes è francese, suona la fisarmonica e vive ad Asiago. Michele Pucci, chitarra, in provincia di Udine. Michele Sguotti, viola, a Vicenza. Francesco Clera, percussioni, nei dintorni di Treviso. Insieme formano i “La Frontera” e il loro punto di incontro è una terra impossibile, dai confini mutevoli e mutanti che tra il Veneto e il Friuli si sviluppa e in cui, sparpagliati da venti dai nomi insoliti, confluiscono i suoni e le suggestioni che l’Ensamble di musicisti sapientemente raccoglie, elabora, interpreta. Eterni, infaticabili nomadi, si muovono lungo un percorso che si snoda tra musica e teatro, in cui le uniche costanti sembrano essere la contaminazione e la ricerca.
Li incontro dopo il concerto al Teatro Comunale di Montano Lucino, in occasione della loro partecipazione alla rassegna “Musica in Collina” organizzata da Giulio Bianchi. Decidiamo di trasferirci al tavolo di un ristorante e quella che segue è la cronaca della mia chiacchierata con Francesco Clera e Miranda Cortes.
Continua a leggere.

Sui libri si raccolgono le polveri sottili che, via via, diventano batuffoli. E già questa è una funzione degna di nota. Esteticamente, nel design di librerie domestiche griffate, fanno la loro porca figura per visione cromatica. Ecco l’utilità del libro.
Il libro è inutile perché dentro ci sono le parole. E le parole bisogna leggerle. Leggere è faticoso. La mente deve immaginare, appassionarsi, de – gustare. Si può anche decidere che non è il caso di continuare la lettura. Nei libri per grandi non ci sono quasi mai figure: solo lettere dell’alfabeto. Non è come la TV. Il libro ha effetti indesiderati e collaterali che non vanno sottovalutati. Quindi sono da evitare.
Giusto qualche presenza ai Martedì Letterari perché “Galimberti l’ho visto in televisione e mi piace come parla”.
Olivo Nero, conscia dell’utilità e dell’inutilità del libro come oggetto di formazione culturale, a dispetto dell’immagine, predilige l’autore o autrice. Lo scrittore è colpevole e come tale va giudicato. Con regolare processo.
Sabato 22 Marzo sarà la volta di Massimo BARALDI. Due appuntamenti. A Imperia Oneglia. Libreria Orlich alle ore 17:30 e Informagiovani in piazza U. Calvi alle 21:30. La condanna per Massimo è garantita e la proclameremo con le parole e la musica.
Reato gravissimo di aver pubblicato ONE FOR THE ROAD, un oggetto che è più che un libro. E’ musica blues, è fumetto, fantasia, poesia, dolore, odore, sudore.
Fine pena mai!
Alberto Ch. Carli
il presidente e agitatore culturale
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Rappresentante legale: Alberto Carli – Via F.R. Carli 33, 18100 Imperia
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Era il 1996 quando mi sono portato in Lombardia, e quassù sono rimasto. Le cose a volte vanno un pò come gli pare, mica come ci si aspetta, io avevo i miei guai e una sera mi son ritrovato a un concerto. Era uno strano posto con un elicottero che penzolava dal soffitto, un sacco di gente che strillava in mezzo al fumo e sul palco una band con due tipi vestiti da gangster a darci dentro coi loro blues. Non avevo idea di chi accidenti fossero, ma cominciavo a sentirmi a casa.
Bè, il locale non c’è più e l’elicottero non so che fine abbia fatto, ma quella era la Family Style Blues Band di Marco e Franco Limido e, per quel che li riguarda, continuano a dir la loro, qui da noi come in mezzo mondo. Ci siamo incontrati e, tra una birra e l’altra, si son lasciati andare a una lunga chiacchierata in cui ripercorrono la loro avventura dai tempi di Cooper Terry ai concerti e le collaborazioni con Louisiana Red, Andy J. Forest, James Thomson, Arthur Miles, Ronnie Baker Brooks e Robert Palmer fino al tour ora in corso con ex-Canned Heat Gene Taylor. A proposito, se ti sei perso il concerto all’Unaetrentacinquecirca di Cantù, qui puoi vedertene qualche pezzo.
Dal 1974 al 1976 ha girato il mondo coi Canned Heat, con Phil e Dave Alvin ha creato i Blasters, è stato un Fabulous Thunderbird al fianco di Kim Wilson… sto parlando di Gene Taylor, che in questi giorni è in Italia per una serie di concerti in compagnia di Marco e Franco Limido dei Family Style. E con cui scambierò quattro chiacchiere.
Segui i link e trovi le date.