feb 29 2008

LA FRONTERA: l’intervista

LA FRONTERA

Ho avuto la fortuna di passare qualche ora in compagnia di Miranda Cortes, Michele Pucci, Francesco Clera e Michele Sguotti, rispettivamente fisarmonica, chitarra, percussioni e viola dei “La Frontera“. Quattro virtuosi, gitani nell’animo, confluiti in uno straordinario Ensamble musicale in cui si fondono suggestioni balcaniche, flamenche, klezmer e arabe.
Ho raccolto le loro storie, naturalmente… resta sintonizzato per saperne di più.


feb 28 2008

Nuova edizione per ONE FOR THE ROAD

All’inizio fu la Parola. Poi venne l’Editore. E l’Editore, rivolgendosi agli uomini, disse: «Scriverete, e pubblicherete con grande sofferenza». L’Odissea editoriale di ONE FOR THE ROAD è arrivata a un’ulteriore svolta: qui si sta preparando la nuova edizione, ampiamente rivista e corretta. A breve maggiori dettagli. Amen.


feb 27 2008

FAMILY STYLE: in attesa dell’intervista, ecco il tour

Con l’intervista a Marco e Franco Limido dei Family Style ormai ci siamo, si tratta solo di metterla in ordine.
Comunque, in attesa che sia pronta e prima che riprendano la via del Nord Europa, sappi che faranno alcune date in Italia in compagnia di un pianista d’eccezione: l’ex Blaster e Fabulous Thunderbird Gene Taylor.
Ecco alcune date:

29/02/08 > h. 22:00 > Muddy Waters > Calvari -GE-
07/03/08 > h. 22:00 > All1e35 circa > Cantù -CO- [con Gene Taylor]
10/03/08 > h. 22:00 > Nidaba Theatre > Milano [Gene Taylor solo]

Il programma completo lo trovi qui.


feb 22 2008

Intervista a Marco & Franco Limido dei FAMILY STYLE in arrivo

Non tutti i bluesman vengono d’oltreoceano, anche dalle nostre parti c’è chi se lo suona, chi ce lo canta e chi ce lo racconta. Nei prossimi giorni incontrerò Marco e Franco Limido dei Family Style, una delle poche band nostrane ad avere un buon seguito all’estero, e vedrò di farmi raccontare un pò di cose riguardo il nuovo disco che stanno registrando in compagnia dell’ex Fabulous Thunderbird Gene Taylor. E del tour che hanno in ballo.


feb 22 2008

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feb 21 2008

Piccoli editori crescono?

Categoria:Cronache,OFTR

Larcher Editore non c’è più. Ha ufficialmente chiuso sito internet, baracca e scribacchini. Cose che succedono, quando si ha a che fare con un editore piccolo.
Superfluo aggiungere che non c’è più nemmeno il suo catalogo, e tantomeno l’edizione di ONE FOR THE ROAD da lui pubblicata. Vabbé. In caso ti servano informazioni al riguardo, contattami. E sappi che qui ci si sta organizzando.


feb 16 2008

Blues celtici e altre storie: on line l’intervista a BARRY Mc CABE

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Barry Mc Cabe promette che in primavera lo rivedremo nel nostro paese, nel frattempo si racconta in una lunga chiacchierata… dal tour con Rory Gallagher all’attuale collaborazione con l’ex-Rolling Stone Mick Taylor, il suo è un lungo percorso che combina la tradizione irlandese e il blues, la sperimentazione e il rock più sanguigno. L’intervista la trovi qui o anche su ilpopolodelblues.com.


feb 12 2008

Let’s Roll with the Stones!

Sul prossimo numero di Stones Planet, la fanzine ufficiale del Rolling Stones Fans Club Office americano, ci saranno un paio di miei articoli: la recensione del concerto milanese di Mick Taylor e l’intervista al suo chitarrista Barry Mc Cabe. In inglese, ovviamente. La pubblicazione è prevista per fine marzo, più o meno.
Tra i vari abbonati illustri figura anche Keith Richards… l’idea di essere cestinato da lui in persona è per me fonte di una gioia troppo grande per essere espressa a parole. Sempre che non gli riesca di seccare il postino prima della consegna, chiaro.


feb 08 2008

Di ALBERTO CARLI e delle buone parole

Un ringraziamento ad Alberto Carli, che nel suo blog Chiedi alle nuvole di suonare la pioggia spende qualche buona parola per me:

Non c’è un cazzo da fare: mi interessano un certo di tipo di esseri umani, o di – sumani, pari son, una sola tipologia. Quelli che possiedono estro, coraggio, che hanno saputo fare un passo indietro e vivere nel “Mito”. Tra il piacere e le diverse realtà. Mi destano simpatia quelli che non fanno ricorso a medicine masturbatorie del pensiero; coloro che sanno che “io sono il pensiero”.

Mi piace da morire quello che dice, e scrive e come lo scrive, Massimo Baraldi.

Alberto prosegue poi citando la mia dedica scritta per “One for the road”… che sarà pure un pò stramba ma, ai tempi, l’editore si era messo in testa che dovevo averne una pure io. Dopo averla letta, non ne era più così sicuro. Questo è il suo intervento completo.

Prosit, Alberto!


feb 02 2008

[Barry Mc CABE] Beyond the Tears

[Barry Mc CABE] Beyond the Tears

BARRY McCABE, Beyond the Tears

Capita di comprare un cd e di ritrovarsi in breve a saltare da un brano all’altro. Niente di male, per carità… dopotutto, invertendo l’ordine dei brani il risultato spesso non cambia. In questi giorni frettolosi fatti di ascolti usa e getta, poi, pare che gli stessi musicisti abbiano imparato la lezione, per la tendenza ormai ampiamente diffusa di assemblare collezioni di potenziali hit in grado di brillare di luce propria anche al di fuori di un contesto specifico. I concept albums degli anni ’70 ci hanno salutato ormai da un pezzo, per avviarsi con il vinile sottobraccio lungo il loro personale viale del tramonto costellato da botteghe di rigattieri dagli scaffali polverosi e… bè, che altro avrebbero potuto fare? Quelli andavano ascoltati dall’inizio alla fine e oggi certe cose non funzionano: a inchiodare l’ascoltatore con storie che possano esser definite tali, ormai, si arrischiano in pochi. Eppure, nel caso di “Beyond The Tears“, qualcosa non quadra e bastano pochi minuti per intuirlo… l’album è sì un insieme di canzoni, ma ordinato secondo uno schema narrativo ben preciso: saltarne una equivarrebbe a perdersi un pezzo del discorso. Il rock ‘n’ roll di “Johnny Nobody“, la cadenza ipnotica di “In the Dead of Night”, il vigoroso blues di “Rollin’“, le ballate dalle sfumature celtiche e dal sapore Northern Soul non sono che i tasselli che vanno a comporre questo ultimo lavoro di Barry Mc Cabe, e nel quale confluiscono tutte le sue esperienze musicali, dalla militanza nella Rory Gallagher Band agli show in giro per il mondo in compagnia di Roy Rogers, Status Quo, ZZ Top, Canned Heat e mille altri. E ad affiancare la sua sei corde nelle undici tracce dell’album (dieci composizioni originali più una toccante versione di “Crazy Love“, personale omaggio a Van Morrison), giungono infatti compagni d’avventura vecchi e nuovi: da Mark Feltham, già armonicista della Rory Gallagher Band, a Pat Mc Manus dei Mama’s Boys & Celtus e Johnny Fean degli Horslips con le loro chitarre, tutti insieme per dar vita a un disco emozionale ed emozionante, caldo e sincero come un buon whisky. Ascoltando “Beyond The Tears” di Barry Mc Cabe si ha l’impressione di ritrovarsi al fianco di un buon vecchio amico nel tepore di un pub di provincia in un pigro pomeriggio domenicale, a parlare dei tempi buoni e di quelli cattivi, di sogni e ricordi, di ciò che siamo e di ciò che pensavamo avremmo potuto essere. Questo sino al tramonto e al valzer finale che, come un brindisi, ci accompagna cadenzando i nostri passi verso casa. Improvvisamente da solo nella strada ormai deserta, ti accorgi di non essere poi così solo. E cominci a pensare che, chissà, forse andrà tutto bene.

Tracklist:

  1. Johnny Nobody
  2. In The Dead Of Night
  3. Crazy Love
  4. Catch Me If You Can
  5. Trouble
  6. Arthur
  7. I Wonder
  8. Rollin’
  9. Lonely Road
  10. Bye Bye Johnny – Be Good
  11. The Sunset Waltz