dic 31 2007

Nuovo video-demo per ONE FOR THE ROAD!

Proseguono i lavori legati alla riduzione teatrale di ONE FOR THE ROAD, fatti un giretto qui e troverai il nuovo video-demo dello spettacolo.
L’opera è frutto della fatica del regista Marco Tosi, e secondo me ha fatto un ottimo lavoro.
Ah, dimenticavo: il filmato è anche scaricabile liberamente, già in formato DivX e pronto all’uso.

Rettifica: Se non riesci a visualizzarlo non preoccuparti, è semplicemente perché quel sito non esiste più… puoi immaginare che fine abbia fatto il video. Fattene una ragione.


dic 29 2007

Nuova intervista in arrivo: BARRY Mc CABE

Una nuova intervista è in arrivo: nei prossimi giorni farò una chiacchierata con Barry Mc Cabe, il brillante chitarrista irlandese che ormai da tempo affianca Mick Taylor nei suoi tour e che, tra le altre cose, ebbe il grande privilegio di partecipare all’ultimo tour di Rory Gallagher.

E… una buona notizia per chi non ha avuto la fortuna di vederli in azione all’Alcatraz di Milano: è confermata la loro presenza al Concerto dell’Epifania di Napoli, che sarà trasmesso da RAI 1 il mattino del 6 gennaio alle ore 9:05.


dic 18 2007

JACK HIRSCHMAN: online la galleria fotografica

Categoria:Cronache
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Continuano i lavori di aggiornamento: segui il link, troverai la galleria fotografica dedicata a Jack Hirschman, autore della prefazione al mio romanzo ONE FOR THE ROAD – soliloquio da bancone in 19 giri e un brindisi.


dic 08 2007

Danny “Mudcat” Dudeck: il tour europeo 2007 passa per Milano

mudcat_nidaba_2007-05.jpg Anche quest’anno Danny “Mudcat” Dudeck non si è dimenticato di includere l’Italia nel suo Tour europeo, rinnovando così l’appuntamento coi suoi ormai affezionati fans al Nidaba Theatre di Milano. Un’unica data, il 12 novembre, prima di ripartire per la Svizzera e tornarsene ad Atlanta, Georgia, con l’inseparabile Gibson anni ’60 modificata con un pick up DeArmond a tracolla e il cappello ben calcato in testa.
A farlo conoscere qui da noi fu Norman Hewitt che, dopo averlo visto entrare a passo di marcia con washboard, flauti e armoniche al seguito in un’affollata sala da ballo dell’Alabama o giù di lì, decise di portarselo al Blues to Bop, l’importante rassegna ticinese di cui è il direttore artistico. Correva l’anno 1996.

Da allora Danny è tornato puntuale quasi ogni anno, partecipando anche ad alcune edizioni successive del festival e, in solitaria o con formazioni inconsuete e sorprendenti, ha dato vita a vere e proprie scorribande musicali un pò in tutto il nostro paese. Ora la sua base nel Vecchio Continente è divenuta Parigi, dove a prendersi cura di lui è la manager Katerina Böhmova, mentre in America combina la carriera solista alle collaborazioni ormai storiche con Taj Mahal, Dickey Betts e la Music Maker Relief Foundation.

Sotto i faretti del Nidaba, davanti a una piccola folla, l’annunciata “Four Continents Blues Band” si rivela essere una “Three Continents Blues Band” perché imprevisti dell’ultim’ora hanno reso impossibile la presenza di Yoshito, l’incontenibile armonicista giapponese che già scortò il nostro “Pescegatto” tra Francia, Belgio e Olanda… ma il camerunense Bika “Bika” Pierre al basso e il francese Merlin alla batteria dimostrano di sapersela cavare egregiamente anche da soli, spiegandosi in una poderosa sezione ritmica alle spalle di Danny.

mudcat_bika_merlin-05.jpg mudcat_bika_merlin-01.jpg

Sin dai primi brani è chiaro a tutti che il suono, pur conservando la forte connotazione Piedmont Style che già lo contraddistingueva, è ormai diventato un solido southern rock a tutti gli effetti: potente, caldo e sensuale come il buon Wild Turkey che ogni tanto si vede transitare sul palco e svanire con uno scintillio.
A caratterizzare l’attuale formazione è l’assenza di voci che affianchino quella di Danny, se non per i cori in brani come “Walk on”, mentre in passato l’intreccio di armonie vocali era quasi il fulcro delle sue esibizioni dal vivo.
mudcat_bika_nidaba_2007-02.jpg Ora l’attenzione è spostata sulle interazioni tra gli strumenti, con la slide sempre più in primo piano su una base che, grazie al background musicale non strettamente blues di Bika e Merlin, è arricchito da sfumature inusuali.

La scaletta scorre senza interruzioni, e si tratta in gran parte di composizioni originali tratte da “Get your House in Order”, “The mess is on” e “I’ll be young once too”, i tre album pubblicati dal 2005 al 2007, ma includono incursioni anche nei lavori precedenti nonché qualche standard ripescato dai più melmosi fondali del Mississippi. Niente roba alla “Sweet Home Chicago”, per intenderci.
«A questo punto avremmo una richiesta. Molti nostri fans non fanno che pregarci di piantarla col country, quindi è proprio quello che faremo ora.» e parte con il divertente tex-mex di “Te amo loco”, dal quale è difficile non lasciarsi coinvolgere.

mudcat_nidaba_2007-04.jpg L’atmosfera comincia a farsi rovente dopo la prima pausa, con Mudcat che raduna quante più ragazze gli è possibile sul palco e se ne va a suonare su uno sgabello proprio sotto di loro, per non perdersi lo spettacolo. Da quel momento in poi non sarebbe bastata una fucilata a fermarlo e, sotto lo sguardo preoccupato del gestore, se ne va a zonzo per la sala, balzando di tavolo in tavolo e intrattenendosi con chiunque si dimostri abbastanza incauta da dargli corda.

Quando poi finalmente decide di riprendere la via del palco sembra di udire più di un sospiro di sollievo provenire dal pubblico… ma la calma non sarebbe durata a lungo.
mudcat_nidaba_2007-03.jpg «Volete del rock’n'roll? Bè, lo avrete. Ma ricordatevi che dopo nulla sarà più lo stesso. E poi non venite a dirmi che non vi avevo avvertito!» e, sfoderato un ukulele, Mudcat attacca con la più indiavolata versione di “(I can’t get no) Satisfaction” che abbia mai sentito e già che c’è salta su e giù dal palco, corre, strepita, balbetta, singhiozza e strabuzza gli occhi, con Bika “Bika” e Merlin che a stargli dietro si divertono un mondo.
Due ore abbondanti di concerto sudato, sincero e appassionato che nemmeno una corda spezzata è riuscita a interrompere… mentre la sostituiva, piuttosto che niente, Danny ne ha approfittato per intonare un vecchio traditional a squarciagola.

E forse chissà, è proprio questa sua capacità di tenere il ritmo a divertire anche chi al blues non è avvezzo e a fare di Mudcat un personaggio davvero speciale, in grado di catturare l’attenzione di chiunque. E di tenerla ben stretta per le palle sino a che qualcuno riesce a staccargli la spina.


dic 04 2007

The Overseas Chat with Danny “Mudcat” Dudeck is on-line!

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Ok, we don’t have an English section here, I know… but my “Overseas Chat” with Danny “Mudcat” Dudeck is just one click away. C’mon, give me a chance. I guess you’ll enjoy your medicine.


dic 02 2007

Nuova traduzione per l’intervista a HOSOO!

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Nuova traduzione per la mia intervista a Dangaa Khosbayar, in arte Hosoo, e stavolta curata da me. “Il nomadismo nel sangue” è ora on-line, con tutte le fotografie del caso.

Hosoo è un maestro del canto diplofonico e ci racconta la Mongolia attraverso la propria arte.