mag 19 2010

URBAN DREAM: The Allochromatic Commercials 1.3

Le riprese e il montaggio di URBAN DREAM -- Allochromatic Fabulation for Dazzlings and Resonances sono a posto già da un pezzo, ma i lavori proseguono comunque a pieno regime. E mentre Paola Lipari sta dando gli ultimi ritocchi alla grafica dello sciccosissimo dvd in arrivo… ecco approdare su YouTube il nuovo spot diretto da Carola De Scipio: stavolta a finire nell’obiettivo della sua telecamera è stato il grande Gianfranco Sena, detto “Er Frasca”, una vecchia conoscenza della scena musicale -- e non solo -- romana.

Il progetto ha ora una sua pagina su Facebook, alla quale puoi collegarti anche senza essere registrato, che raccoglierà tutto quel che c’è da raccogliere al riguardo, dagli appunti alle foto.


mag 13 2010

URBAN DREAM: The Allochromatic Commercials 1.2

Ci risiamo. Se credevi di aver visto e sentito su URBAN DREAM — Allochromatic Fabulation for Dazzlings and Resonances tutto quello che c’era da vedere e sapere, sbagliavi.
Eccoti servito il nuovo spot diretto dalla regista Carola De Scipio e interpretato dal jazzista torinese Alfredo Ponissi già protagonista del cortometraggio, stavolta davanti alla telecamera per dar fiato alla tromba…

apr 25 2010

URBAN DREAM: The Allochromatic Commercials 1.1

Parlando di URBAN DREAM -- Allochromatic Fabulation for Dazzlings and Resonances, ormai è quasi tutto pronto. Di cosa si tratta potresti già saperlo… un testo di Massimo Baraldi 1 tradotto in inglese da Adrian Kaye e Federica Baraldi, recitato da Danny “Mudcat” Dudeck, trasformato in musica da Giovanni Bataloni e in un cortometraggio da Carola De Scipio. Se così non fosse o avvertissi anche solo il bisogno di rinfrescarti la memoria, qui trovi i dettagli del caso.

Ci sei? Bom, dopo lunga covatura eccoci finalmente giunti alla versione definitiva e, in attesa della commercializzazione del tutto, l’opera se ne andrà un po’ in giro per i festival internazionali col patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Como, dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Olgiate Comasco e dell’Associazione Culturale Diario e/o Tazebau di Locarno, Svizzera.
Ora mettiti comodo e goditi il primo di una serie di spot -- trailers ai quali hanno partecipato alcuni special guests davvero speciali: caro perditempo, ho il piacere -- nonché l’onore -- di presentarti Mudcat e Lil’ Joe Burton da Atlanta, GA. Buona visione.
  1. e cioè mio

giu 17 2009

[Jerry SCHATZBERG] Lo spaventapasseri

Categoria:visioni

Meglio affrontar la vita a muso duro o con un sorriso? A dar retta a Francis – Al Pacino, è buona la seconda. In effetti, la logica è dalla sua. E le leggi della dinamica pure, se è vero che «ogni forza impressa a un corpo genera una reazione di intensità uguale e contraria».
Non è dello stesso avviso il suo compare Max – Gene Hackman, pronto ad abbattere chiunque gli si pari davanti fosse anche per il semplice gusto di vederlo andar giù. Nemmeno lui ha tutti i torti, a pensarci bene: una volta steso e senza modo di rialzarti, non è che tu abbia poi tutte quelle gran reazioni da generare. Lui ha un progetto, qualche soldo nelle scarpe e nessuna intenzione di mollare sino a quando lo avrà tirato in piedi. Nel frattempo se ne va in giro infagottato nella sua corazza di maglioni, magliette, giacche e giacconi, ben al sicuro dal resto del mondo.

Dal canto suo, tutto quel che ha Francis è una sacca. E una lampada, da regalare al figlio che non ha mai conosciuto… una lampada è il dono ideale, quando non sai nemmeno se sia maschio o femmina e sei abbastanza incosciente da non essertene mai preoccupato. E da accendere, a differenza di Max. L’amore è una scintilla? Boh. Magari l’amicizia sì, quando viene da un fiammifero, sei nel mezzo del niente e muori dalla voglia di fumarti una sigaretta. Ed è proprio così che le loro strade diventano una sola.

Ora, va detto che mica è una gran cosa far l’autostop. E nemmeno dar corda alla gente, in questo schifo di mondo. Ma Francis non è tipo da darsene pena: tu falli ridere e nessuno ti torcerà mai un capello. Come uno spaventapasseri: gli uccelli non è per la paura che si tengono alla larga dai campi, piuttosto per gratitudine verso il contadino che li ha fatti divertire. È così che la vede, e non si darà pace sino a quando anche il suo nuovo amico se ne convincerà.
Quello di Francis e Max non sarà un viaggio facile, perché le cose che divertono la vita sono molto diverse da quelle che rallegrano noi e, loro malgrado, saranno trascinati verso un finale doloroso, inevitabile e struggente.
Lo spaventapasseri” è un vecchio film, nel 1973 Jerry Schatzberg ci vinse la Palma d’Oro al Festival di Cannes. Ma certe storie restano sempre attuali, no?

Se ti va di dare un’occhiata, è così che comincia. Poi succederà questo. Ed è così che andrà a finire.


giu 02 2009

[Marjane SATRAPI] Persepolis

Tempo fa ho conosciuto un pittore, uno strano tipo con la fissa della scomposizione. L’idea, in sé, un senso ce l’aveva pure: prendi una cosa, la sfrondi del superfluo e la scomponi fino all’essenza, al segno. Da un punto di vista strettamente pragmatico, non fa una piega. Sono stato un po’ lì a guardare i suoi quadri, perplesso: cambiavano colori e titoli, ma i soggetti erano sempre righe. O punti. Lui ne era molto orgoglioso e io, non sapendo che altro dire, gli ho fatto notare che la morosa stava aspettandomi e sono andato fuori dalle balle. Il fatto che una morosa non ce l’avessi è un dettaglio, e come tale non sarà preso in considerazione.

L’altra sera mi son rivisto Persepolis, e finalmente ho capito. La storia è un bluff, non ci dice nulla. Uno si riempie la testa di telegiornali, si gonfia tutto di opinioni e… se si mettesse a sfrondare le cazzate, si renderebbe conto di non sapere un accidente. Prendiamo l’Iran, per esempio: ma ci voleva davvero un film a cartoni animati per raccontare il dramma di un popolo? E se a Marjane Satrapi non fosse venuto in mente di tirar fuori un fumetto dalla propria storia? E a Vincent Paronnaud di darle una mano a farne un cartoon? E alla mia amica di consigliarmene la visione? Sarei rimasto bestia come prima, è scientifico.
Le cose sono semplici, le parole solo parole e le persone solo persone, siano esse iraniane, birmane, palestinesi, albanesi o macedoni. Non ci credi? Guardati il film, poi ne riparliamo. Oh, tranquillo, non è tempo perso. A momenti si vinceva pure l’oscar.

Persepolis, Marjane SATRAPI, Rizzoli >Ordina da IBS Italia


feb 07 2009

E Alien incontrò il Coniglio

Categoria:WEBlife,visioni

Quello che manca a molti registi di oggi è sicuramente il dono della sintesi. Per dir la verità ci sarebbero anche alcune altre cosette da elencare, ma a mettersi lì e citarle tutte poi ci facciam notte. Per un po’ ho pensato che la ragione di tanta prolissità fosse riconducibile al buon cuore dei suddetti e il loro fosse un bonario tentativo di compensare i 7 euri -e mezzo- del costo del biglietto -maledetti botteghinai-, ma francamente non sarei più disposto a scommetterci. Fatto sta che, se te ne vai al cinema, almeno quel paio di orette di sgranocchiamenti di pop corn devi metterli in preventivo. Ben che ti vada.

Ora, per tutti quelli che hanno amato i Bignami, il Manuale delle Giovanni Marmotte e la Guida Galattica per gli Autostoppisti, finalmente una buona notizia: sul sito della Angry Alien Production sono visionabili i grandi classici del cinema moderno, da Pulp Ficion a Titanic, da Shining al Rocky Horror Picture Show, tutti compressi in 30 secondi e interpretati dai Bunnies, una squadra di conigli professionisti. Niente male, davvero. E, nel caso di alcuni film, 30 secondi risultano persino eccessivi.


dic 21 2008

[Chet BAKER] Let’s Get Lost

Categoria:Ascolti,visioni

[Chet BAKER] Let's Get Lost

CHET BAKER, Let's Get Lost

Quando si parla di Miles Davis, è facile che a uno venga voglia di risentirsi “Kind of Blue”. Passando a John Coltrane, poi, la scelta potrebbe cadere su “Giant Steps”, per esempio. Ma Chet Baker, lui non ha mai inciso un disco che ne abbia segnato così profondamente la carriera: chi lo ama è più facile che ne ricordi la voce flebile e unica, le note che la sua tromba sembrava poter tenere all’infinito o magari quella luce sventata che gli brillava nello sguardo, e che illuminò tutta la sua vita.
“Let’s Get Lost”, “andiamo alla deriva”: quale titolo migliore poteva scegliere Bruce Weber per tratteggiarne la storia? E chi meglio di Baker stesso e quanti han fatto parte del suo mondo potevano colorarla? Nel film ci sono proprio tutti: le donne, i figli, i musicisti, la madre… tutti insieme a dipingere il ritratto di quell’uomo dall’aria angelica, che ha attraversato la loro vita come una cometa per non lasciare dietro di sè che devastazione e terra bruciata.
Baker si racconta nel solo modo in cui sa fare, mentendo, incantando, giocando con chi sta lì ad ascoltarlo: la droga -sua unica vera compagna-, la prigione in Italia, la bocca spaccata e gli anni di silenzio che seguirono… mentre sullo sfondo scorrono spezzoni di filmati e immagini che Weber è riuscito a ritrovare e salvare dall’oblio.
La colonna sonora è, semplicemente, bellissima. La voce di Chet ha la consistenza di un soffio, le armonie della sua tromba sono pura poesia e brani come “Almost Blue” hanno una tale intensità da insinuarsi in chi li ascolta, divenendone parte. Mica per niente Lucarelli ci ha sviluppato un romanzo intorno.
Chet ci ha lasciato questo film come un lungo saluto, poetico e struggente, prima di riprendere la strada che l’avrebbe portato meno di un anno dopo all’ultimo, tragico volo… spiccato dalla finestra di un alberghetto e conclusosi sull’asfalto di Amsterdam il 13 maggio 1988.
Il film non è stato ristampato da un pezzo, puoi trovare giusto il VHS. Se ci riesci. Ma per il CD, volendo, basta un click.

Tracklist:

  1. Moon & Sand
  2. Imagination
  3. You’re My Thrill
  4. For Heaven’s Sake
  5. Every Time We Say Goodbye
  6. I Don’t Stand a Ghost Of A Chance With You
  7. Daydream
  8. Zingaro
  9. Blame It On My Youth
  10. My One And Only Love
  11. Everything Happens To Me
  12. Almost Blue

Let’s Get Lost, Chet Baker >Ordina da IBS Italia


gen 14 2008

Chi ha paura dello scrittore cattivo?

Categoria:letture,visioni

Correva l’anno 1961 quando Louis-Ferdinand Céline, rognoso e cencioso come non mai, esalava l’ultimo latrato tra le mura della casetta di Meudon nella quale si era auto-recluso. Dalla finestra poteva vedere Parigi prostrarsi davanti al suo nobile culo bretone ogni volta che lo desiderava, e certamente tanto gli bastava.
La sua “piccola musica” si era spenta per sempre, con buona pace di chi lo aveva conosciuto e di chi lo aveva temuto. A piangerlo furono forse solo la moglie Lucette, l’inseparabile gatto Bébert, Toto il pappagallo e la combriccola di cani suoi fedeli compagni. Di lui, un tempo acclamato come il più grande scrittore di Francia, non importava più un bell’accidente a nessuno.
Se quindi ho accolto con grande stupore la notizia che le Editions Montparnasse avessero deciso di pubblicare Céline Vivant, cofanetto di due DVD due per un totale di 177 minuti di riprese del nostro con tanto di libercolo allegato, l’idea che da ottobre a oggi siano riusciti a venderne una roba come 20.000 copie mi ha lasciato secco.
Inutile aggiungere che me lo sono comprato su Amazon, subito. Mica avevo scelta. Il fatto che io di francese non capisca nemmeno una parola è un dettaglio.


nov 15 2005

ALLOCHROMATRIC FABULATION > il clip multimediale

Mudcat & Bax.jpg

URBAN DREAM – Allochromatic Fabulation for Dazzlings and Resonances parla in blues! Il bluesman Danny ‘Mudcat’ Dudeck [da Atlanta, GA] ha prestato la sua voce al mio testo: note, rumori, immagini, parole e suggestioni diverranno una cosa sola, convogliati nel flusso multimediale che il compositore Giovanni Bataloni sta elaborando.